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Domande e corrispondenti risposte relative  all’applicazione del DPR 462/01  

Avvertenza

Si riportano di seguito una serie di quesiti, con relative risposte, che hanno lo scopo di aiutare nella corretta interpretazione di quanto indicato nella presente Guida. Si tratta di quesiti posti dagli Organismi abilitati e dai datori di lavoro in fase di avvio delle procedure di attuazione del DPR 462/01 che si ritiene possano avere interesse generale.

Occorre tuttavia fare la seguente precisazione: essendo i quesiti riferiti spesso a situazioni particolari, non sempre le risposte riportate possono essere applicate in maniera automatica ed estensiva a casi simili.

Di conseguenza, in casi dubbi, è opportuno che gli Organismi abilitati o le persone interessate pongano al CEI quesiti specifici al fine di ottenere una risposta valida per il caso considerato. Sarà cura del CEI preparare la risposta di concerto con il Ministero delle Attività Produttive.

Dichiarazione di conformità:  

 

Nel caso di un rifacimento parziale dell’impianto elettrico l’installatore rilascia la dichiarazione di conformità per la sola parte dell’impianto da lui sistemata. Questa  dichiarazione di conformità parziale può essere usata come omologazione dell’intero impianto elettrico?

Risposta

Impianto da adeguare: Ai fini del DPR 462/01 l’installatore “omologa” il solo impianto di protezione dai contatti indiretti. Occorre poi ricordare che l’omologazione di un impianto si effettua solo sui primi e nuovi impianti. 

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La realizzazione dell’impianto di terra per adeguare l’impianto alla regola d’arte deve essere provvista di progetto?

Risposta

Secondo quanto indicato dalla Guida CEI 0-3 la realizzazione di un impianto di terra deve essere considerata “trasformazione di un impianto” (art. 2.2). Di conseguenza se l’impianto elettrico è soggetto a progettazione (DPR 447/91 art. 4) l’impianto di terra deve essere progettato; se l’impianto elettrico non è soggetto a progettazione l’impianto di terra può essere non progettato.

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Certificato di Conformità, obblighi del proprietario:

 

Il proprietario di un immobile adibito ad attività produttiva cosa deve fare della dichiarazione di conformità che gli ha rilasciato l’installatore?

Risposta

Il proprietario dell’immobile ha l’obbligo di consegnare al responsabile della attività produttiva (datore di lavoro) ai sensi dell’articolo 6 comma 2 del D lgs 626/94 la dichiarazione di conformità alla regola d’arte dell’impianto elettrico. Compito del datore di lavoro, poi, è quello di inviare (entro 30 giorni dalla messa in servizio) alla ASL/ARPA ed all’ISPESL la copia della dichiarazione per attivare i meccanismi di verifica previsti dal DPR 462/01.

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Impianti elettrici di immobili ad uso civile:

 

 

Il proprietario di un immobile adibito ad uso civile nel quale non operano lavoratori subordinati cosa deve fare della dichiarazione di conformità che gli ha rilasciato l’installatore?

Risposta

Gli impianti adibiti esclusivamente ad uso civile, e nei quali non operano lavoratori subordinati, non rientrano nel campo di applicazione del DPR 462/01 e quindi non devono sottostare alle procedure di sicurezza previste dal citato DPR.

Il proprietario dell’immobile deve conservare, tuttavia, la dichiarazione di conformità per  obblighi diversi da quelli derivanti dal citato DPR.

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Azienda con l’assunzione di lavoratori dipendenti dopo qualche anno dall’inizio dell’attività:

 

 

Nel 2001 è stato realizzato un nuovo impianto elettrico (con obbligo di progetto – ambiente ordinario). All’epoca l’attività non aveva lavoratori dipendenti. Nel 2002 è stato assunto un impiegato. Quali obblighi deve assolvere il datore di lavoro ai sensi del DPR 462/01 circa l’omologazione dell’impianto di terra e le verifiche periodiche, nei confronti di ASL ed ISPESL ?

Risposta

Il datore di lavoro, per quanto riguarda la protezione dai contatti indiretti, deve attivare le procedure di verifica dell’impianto di terra, con le modalità indicate dal DPR 462/01 a partire dalla data di assunzione dell’impiegato. 

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Azienda che intraprende l’attività lavorativa in uno stabilimento con l’impianto elettrico realizzato e certificato da qualche anno, ma rimasto inutilizzato:

 

Un impianto elettrico realizzato in uno stabilimento industriale è dotato di dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore al termine dei lavori. Lo stabilimento industriale è rimasto inutilizzato per alcuni anni e successivamente affittato. I tempi di effettuazione della verifica per campionatura dell’impianto e delle verifiche periodiche devono essere conteggiati a partire dalla data della dichiarazione di conformità o dalla data dell’inizio delle attività? 

Risposta

Le date di effettuazione delle verifiche per campionatura (ISPESL) e per le verifiche periodiche (ASL/ARPA/Organismi abilitati) devono essere sempre conteggiate a partire dalla data di emissione della dichiarazione di conformità.  Si possono verificare i seguenti casi:

  1. Impianto messo in esercizio subito

Si procede subito secondo le regole generali (entro 30 giorni il datore di lavoro invia le copie della dichiarazione all’ ISPESL perché attivi la campionatura ed agli uffici di vigilanza della  ASL/ARPA per la normale attività di prevenzione degli infortuni). Dopo 2 o 5 anni, a seconda del tipo di impianto, attiva le verifiche periodiche incaricando uno degli organismi abilitati.

  1. Impianto messo in esercizio successivamente

Il proprietario dell’immobile conserva la dichiarazione di conformità, fra le sue carte, e non attiva le procedure del DPR 462/01 perché non c’è esercizio dell’impianto ed attività lavorativa.

Quando l’impianto viene messo in esercizio il datore di lavoro deve farsi consegnare dal proprietario dell’immobile la dichiarazione di conformità ed attiva le procedure previste dal DPR 462/01 (entro 30 giorni invia copia della dichiarazione all’ ISPESL perché attivi la campionatura ed agli uffici di vigilanza della  ASL/ARPA per la normale attività di prevenzione degli infortuni). Nel caso in cui la dichiarazione di conformità evidenziasse che sono decorsi i tempi delle verifiche periodiche il datore di lavoro deve incaricare, nel più breve tempo possibile, un ente verificatore abilitato (ASL/ARPA, Organismi abilitati) perché proceda alla effettuazione delle verifiche periodiche.

  1. Impianto soggetto ad obbligo di denuncia solo successivamente

Nel caso in cui l’impianto fosse soggetto a denuncia solo successivamente all’inizio delle attività (ad esempio un esercizio commerciale che assume dipendenti solo in un secondo tempo) valgono le considerazioni fatte al punto 2.

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Strutture Pubbliche:

 

Es.; In una scuola il datore di lavoro è il dirigente scolastico, quindi lui dovrebbe denunciare l’impianto di terra, ma abitualmente il proprietario dell’immobile e quindi degli impianti elettrici, non è il Ministero della pubblica istruzione ma un altro ente (Comune, Provincia, ecc.) che difficilmente consegna la dichiarazione di conformità (ove esistente) al dirigente scolastico. Come si procede?

Risposta

La procedura del DPR 462/01 deve essere attivata dal “Datore di lavoro” che solitamente coincide con il dirigente scolastico. La procedura da rispettare è la seguente:

  1. il proprietario degli impianti deve mettere a disposizione del dirigente scolastico gli impianti a regola d’arte accompagnati dalle certificazioni che lo dimostrano (D lgs 626/94 art. 6 comma 2);
  • Nel caso in cui, per carenza delle documentazioni necessarie, il dirigente scolastico non possa attivare le procedure del DPR 462/01, al fine di evitare ogni possibile responsabilità, dovrà richiedere espressamente, in maniera documentata, al proprietario dell’immobile la documentazione tecnica prevista dal citato DPR secondo quanto disposto dall’articolo 5 del DM del Ministero della pubblica istruzione di concerto con Ministeri del lavoro, della sanità e della funzione pubblica del 29 settembre 1998 n. 382.il dirigente scolastico, attiva le procedure previste dal DPR 462/01 appena in possesso della documentazione rilasciata dal proprietario (leggasi dichiarazione di conformità dell’impianto alla regola d’arte).

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Cantiere Edili:

 

In un cantiere edile per la costruzione di alcuni edifici residenziali è stato realizzato l’impianto di terra per il cantiere. La costruzione viene eseguita dagli stessi committenti senza l’ausilio di aiutanti. In questo caso l’impianto di terra è sottoposto al DPR 462/01?

Risposta

Il quesito non è molto chiaro e, cioè, se gli stessi committenti realizzano solo la costruzione o anche l’impianto di terra. Si ricorda che l’impianto elettrico, e quindi anche l’impianto di protezione dai contatti indiretti, ai sensi della legge 46/90, deve essere sempre realizzato da impresa provvista di adeguata professionalità (articoli 2 e 3 della legge). Relativamente alle procedure di verifica degli impianti (DPR 462/01), queste si devono attuare solo se nel cantiere edile agiscono lavoratori subordinati. Nello specifico per la realizzazione dell’opera sembrerebbe configurarsi la costituzione di una società di fatto e queste rientrano nel campo di applicazione del DPR 462/01.

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Mancata denuncia dell’impianto agli enti preposti:

Un impianto elettrico installato in un capannone industriale è fornito di dichiarazione di conformità. Per dimenticanza il datore di lavoro non ha inviato all’ISPESL ed all’ARPA/ASL la dichiarazione di conformità entro i 30  giorni regolamentari. Le verifiche periodiche hanno inizio a partire dalla data di invio o dalla data di rilascio della dichiarazione di conformità?

Risposta

L’inizio delle verifiche periodiche si ha a partire dalla data di rilascio della dichiarazione di conformità.

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L’inizio delle verifiche periodiche:

L’inizio delle verifiche periodiche scatta a partire dalla verifica fatta per campionamento dall’ISPESL? E se l’ISPESL non ha proceduto alla effettuazione della verifica per campionatura?

Risposta

Le scadenze delle verifiche periodiche sono indipendenti dalle verifiche per campionatura dell’ISPESL e partono a cominciare dalla data di rilascio della dichiarazione di conformità. 

Periodicità delle Verifiche:

“La verifica deve essere eseguita ogni 2/5 anni in funzione dell’impianto…” recita cosi parte del DPR 462/01. Dove si può reperire un elenco dettagliato di impianti che ricadono nel periodo biennale? O quale parametri devo esaminare per valutare la periodicità di un impianto?

Risposta

Non esistono elenchi dettagliati di luoghi soggetti a verifiche con periodicità biennali o quinquennali. La scelta va fatta caso per caso. Nel capitolo 2 della presente guida vengono dati tutti gli elementi per stabilire nel dettaglio quali sono questi luoghi.

Ritardi nelle verifiche:

Se il datore di lavoro ha effettuato la richiesta della verifica dell’impianto ad un organismo abilitato ai sensi del DPR 462/01 incorre in qualche penalità nel caso in cui l’organismo ritardi nel fare la verifica?

Risposta

Compito del datore di lavoro è quello di far effettuare le verifiche periodiche dell’impianto secondo le scadenze previste dal DPR 462/01 (art. 4 comma 1 ed art. 6 comma 1 citato DPR). La sola richiesta di verifica non è sufficiente a soddisfare tale obbligo. Qualora il Datore di lavoro si rendesse conto che l’organismo da lui incaricato non è in condizioni di effettuare la verifica entro la scadenza prevista deve contattare un altro organismo che svolga tale compito nei tempi regolamentari.

 

Verifiche effettuate da tecnici ed organismi non abilitati:

Se il datore di lavoro ha effettuato la richiesta della verifica dell’impianto ad un organismo abilitato ai sensi del DPR 462/01 ma l’organismo non effettua la verifica nei tempi concordati può sostituire la verifica dell’organismo abilitato con una verifica fatta fare da un tecnico di sua fiducia?

Risposta

No. In caso di ritardo nella verifica periodica da parte dell’organismo abilitato il datore di lavoro non può rivolgersi a privati, anche se di sua fiducia, ma deve sostituire l’organismo abilitato inadempiente con un altro abilitato a questo compito dal Ministero per le attività produttive.

Mancata denuncia dell’impianto tramite i modelli A,B,C:

Nel caso in cui non fosse stata presentata nei tempi prescritti la denuncia di un impianto tramite i modelli A, B o C, ora che con il DPR 462/01 sono cambiate le procedure per la denuncia, come si deve comportare una ditta che volesse sanare la propria posizione? Si riferisce anche al caso di installazione precedente alla 46/90.

Risposta

Il datore di lavoro che non ha fatto la denuncia dell’impianto di terra secondo le indicazioni del DPR 547/55 deve effettuare la denuncia secondo le disposizioni del DPR 462/01 attuando le procedure di questo DPR. La dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico alla regola d’arte, prevista dalla legge 46/90, può essere sostituita da una dichiarazione dell’installatore attestante l’avvenuta verifica iniziale e la rispondenza dell’impianto alla regola dell’arte (legge 186/68).

Con riferimento al Capo I, Disposizioni Generali, art. 1, Ambito di applicazione del DPR 22 ottobre 2001 n.462, si chiede se uno studio medico privato, ovvero luogo autorizzato ad esercizio di attività sanitaria (ad es. oculista con laser, dentista con riuniti, radiologo con apparecchi per diagnostica, cardiologo con ecocolordoppler ecc), inserito in palazzo ad uso abitazioni ed uffici, sia direttamente soggetto alle verifiche ricomprese dal citato DPR o se tale compito spetti al Condominio.Locali autorizzate ad esercizio di attività medico/sanitaria:

Risposta

La denuncia dell’impianto di protezione dai contatti indiretti degli studi medici deve essere fatta per gli studi nei quali operano lavoratori subordinati ed è compito del datore di lavoro.

 

Sanzioni ed inosserzanze:

Esistono sanzioni nel caso di inadempienza a quanto previsto dal DPR 462/01?

Risposta

Per le violazioni alle disposizioni contenute negli articoli abrogati dal DPR 462/01 ai sensi dell’articolo 9 comma 2 del decreto si applicano le sanzioni previste dall’art. 389 lettera c) del DPR 547/55 secondo la procedura di cui al Dlgs 758/94. 

  • Sanzione amministrativa pecuniaria da € 750,00 a € 2500,00 ai sensi dell’art. 87 comma 3 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i..
  • Arresto  da due a sei mesi o ammenda da €. 1.000,00 a € 10.000,00, ai sensi dell’art. 87 commi 1 e 2 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i..
  • Mancati risarcimenti danni a cose e/o persone da parte degli enti assicurativi.

 

Miscellanea:

L’ISPESL e l’ASL/ARPA devono dare atto (lettera, fax, e-mail, timbro e firma su copia, ecc.) della avvenuta ricezione delle dichiarazioni di conformità?

Risposta

E’ opportuno che il datore di lavoro conservi la documentazione che attesti l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico dal DPR 462/01.

Soggetto che autorizza e incarica l’esecuzione della verifica:

L’incarico dell’esecuzione della verifica periodica può essere conferito da una società diversa rispetto al datore di lavoro? Ad esempio nel caso di un centro commerciale al cui interno alcuni negozi sono utilizzati da dipendenti di una ditta, altri da dipendenti di altra ditta e così di seguito. Può essere il proprietario della struttura ad attivare le procedure previste dal DPR 462/01 o devono essere i singoli datori di lavoro?

Risposta

Le procedure di cui al DPR 462/01 devono essere attivate da ciascun datore di lavoro perché si tratta di impianti diversi anche se insistono sullo stesso dispersore. Naturalmente è consentito che tutti i datori di lavoro affidino la verifica allo stesso Ente verificatore.